1927
La Principessa Mafalda: il naufragio che colpì gli emigrati del Río de la Plata
Il 25 ottobre 1927 il transatlantico che collegava Genova a Buenos Aires affondò al largo del Brasile. Morirono più di 300 persone.
Per quasi vent’anni la Principessa Mafalda fu una delle navi più note della rotta tra Genova e Buenos Aires. Varata nel 1908, aveva portato migliaia di italiani verso il Río de la Plata. Nell’ottobre del 1927 compiva uno dei suoi ultimi viaggi: era una nave vecchia, con noti problemi meccanici.
Il 25 ottobre, verso le cinque del pomeriggio, davanti all’arcipelago di Abrolhos, a circa 130 chilometri dalla costa di Bahia, si spezzò l’asse dell’elica di dritta. L’asse squarciò lo scafo e l’acqua entrò senza che le porte stagne potessero chiudersi del tutto. La nave affondò in poco più di quattro ore.
A bordo c’erano circa 1.250 persone tra passeggeri ed equipaggio. Diverse navi accorsero in soccorso, tra cui la britannica Empire Star e l’olandese Alhena. Il bilancio ufficiale fu di 314 morti, anche se il numero esatto è ancora discusso. Il comandante Simone Gulì affondò con la sua nave e fu decorato alla memoria.
Molte famiglie in Argentina, Uruguay e Brasile aspettavano sulle banchine parenti che non arrivarono mai. Quasi un secolo dopo, la Mafalda resta una delle tragedie più ricordate dell’emigrazione italiana. Qualcuno della tua famiglia era a bordo? Raccontaci la sua storia.